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SINTESI – Toronto Raptors – Indiana Pacers (110-87)

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Toronto Raptors-Indiana Pacers 110-87
Un grande Andrea Bargnani dimentica l’influenza e trascina Toronto al successo. I Raptors si presentano in maglia verde per festeggiare il St. Patrick Day di martedì, che a Toronto si celebra oggi con una parata. Ci vogliono quasi due minuti per il primo canestro, realizzato da TJ Ford, a cui risponde Calderon con una tripla. Bargnani si muove molto bene senza palla, facendosi trovare pronto per i passaggi e trovando ottime conclusioni ravvicinate. Dopo un errore da sotto, realizza quattro canestri consecutivi e insieme a Calderon gioca tutto il primo quarto, commettendo il primo fallo solo verso la fine della frazione.
RITMO – Malgrado l’orario (prima palla a due a mezzogiorno e mezzo), si gioca a un buon ritmo e in campo regna l’equilibrio. Danny Granger, appena recuperato da un infortunio, parte dalla panchina ed entra subito in ritmo, al contrario di Bosh che inizia con 1/8. Bargnani è spesso libero dietro l’arco, ma i compagni non se ne accorgono. Alla prima opportunità nel secondo quarto, il Mago prova la tripla e trova la retina, arrivando a quota 11 con 5/6 al tiro. Il primo break in favore di Indiana avviene a metà del secondo quarto con due triple di Troy Murphy per il 37-44. Bargnani viene un po’ dimenticato dai compagni anche se ha la mano calda. Un determinato Calderon riavvicina i Raptors, poi il Mago esibisce uno dei suoi trucchi preferiti, fintando il tiro contro Granger che commette fallo e lo manda in lunetta. Subito dopo Granger spreca il terzo fallo sull’azzurro e deve uscire, ma Bargnani fa 0/2 dalla lunetta e Toronto resta a -2. Poco importa, nell’azione seguente la palla arriva all’azzurro in posizione centrale dietro l’arco, un tifoso in prima fila urla “shoot Mago!” e Bargnani mette la tripla del sorpasso (49-48). Il primo tempo termina 53-50 e Bargnani è il migliore di Toronto con 16 punti (6/7).
SCATENATO – Il Mago riparte bene nel terzo quarto: da un recupero difensivo, conduce il contropiede come una guardia e serve Marion sotto canestro che completa un gioco da tre punti sbloccando il proprio tabellino. Ormai Bargnani è carico e non esita a guardare il canestro, segnando prima in entrata, poi ancora da tre marcato da due giocatori. Toronto si mantiene in vantaggio e a metà del terzo quarto ancora l’asse Bargnani-Marion esalta il pubblico con l’azione più spettacolare della gara: altra palla recuperata dal Mago a metà campo e passaggio rapido per Marion lanciato in contropiede che posterizza Danny Granger con una schiacciata prepotente. Il libero supplementare manda Toronto avanti 71-63. Quindi Calderon trova ancora Marion con un passaggio alley-oop e il distacco aumenta a dieci lunghezze. I recuperi difensivi e i canestri in contropiede rivitalizzano i Raptors che alzano l’intensità e Indiana si spegne gradualmente. Prima di uscire per il meritato riposo, Bargnani cattura un gran rimbalzo offensivo e va a schiacciare deciso. Toronto domina la terza frazione 37-19 e raggiunge 21 punti di vantaggio dopo tre quarti. Nell’ultimo quarto, Bargnani prende la linea di fondo e si toglie da una situazione complicata con un grande scarico per la schiacciata di Mensah Bonsu, il resto è garbage time. Sul 101-76, Jay Triano manda in campo Patrick O’Bryant al posto del Mago che si prende l’applauso convinto dei tifosi. Sicuramente una delle partite più belle (e complete) di Bargnani in maglia Raptors. Molto bravo anche Mensah-Bonsu (21 punti e 8 rimbalzi) che continua a sfruttare al massimo la chance avuta da Toronto.
Toronto: Bargnani 27 punti (6/8 da due, 3/3 da tre, 6/8 tl), 9 rimbalzi, 4 assist, 3 palle perse e 2 recuperate, 1 stoppata e 2 falli in 34’. Mensah-Bonsu 21 (5/10, 11/13 tl), Bosh e Calderon 15, Marion e Parker 10. Rimbalzi: Bosh 13. Assist: Calderon 12.
Indiana: Murphy 16, Ford 15, Jack 13, Granger 10. Rimbalzi: Murphy 10. Assist: Ford 6.

SINTESI – New York Knicks – Cleveland Cavaliers (93-98)

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Cleveland-New York 98-93
I Knicks giocano la loro onesta partita a Cleveland e mettono in grossa difficoltà la miglior squadra della Eastern Conference. Alla fine però i Cavaliers, pur non giocando un match trascendentale, riescono ad avere la meglio. Sorprende il limitato minutaggio di Danilo Gallinari. L’azzurro rimane sul parquet solo sei minuti e non viene nemmeno utilizzato nella ripresa.
I Cavaliers in casa non fanno sconti a nessuno (una sola sconfitta in stagione) e chiedono subito strada ai Knicks per allungare in classifica vista la contemporanea sconfitta dei Celtics a Milwaukee. LeBron James all’inizio lascia il palcoscenico a Williams e Ilgauskas, Cleveland comunque prova a prendere in mano le redini del match. Non c’e’ l’infortunato Chris Duhon, Nate Robinson però parte con il piede giusto. Dopo un inizio in salita New York torna a giocare una buona pallacanestro nella seconda metà del primo quarto. Danilo Gallinari entra a 2’05’’ dalla fine della prima frazione, New York piazza un parziale di 14-4 e chiude il primo quarto avanti 25-24. I Cavs però tornano a produrre in attacco dando a tratti anche spettacolo. L’azzurro fallisce una tripla poi torna a sedersi a 8’18’’ dal riposo. Un paio di canestri di Hughes provano a spezzare il ritmo ai Cavaliers che però prendono fiducia, soprattutto grazie alla leadership di “King” James e arrivano al riposo avanti di sette lunghezze (50-43). Mike D’Antoni non può essere soddisfatto delle percentuali al tiro nel primo tempo (35.6%), ma contro la solidissima difesa di Cleveland produrre con continuità diventa davvero difficile. Nel terzo quarto i Cavs vivono di rendita con le fiammate di Williams e James. I Knicks muovono bene il pallone in attacco procurandosi così diversi ottimi tiri. Nelle battute finali del terzo quarto torna a produrre anche David Lee che si mette così alle spalle in difficile inizio di match (1/11 dal campo). La truppa di Mike D’Antoni torna in partita e riprende i Cavaliers nel finale della frazione piazzando un parziale di 8-2. I Knicks ci credono. Nell’ultimo quarto gli ospitano tornano in parità (81-81), ma pur giocando discretamente in attacco, in difesa concedono troppo nei momenti decisivi. Così ci pensa l’ex Barcellona Anderson Varejao a realizzare sei punti consecutivi. La sorprendente produzione del brasiliano nel finale permette ai Cavaliers di avere la meglio sui Knicks senza però giocare un match troppo brillante. Danilo Gallinari un po’ a sorpresa rimane in panchina per tutta la ripresa e alla fine chiude senza punti a referto (0/1 da tre dal campo) in soli sei minuti di gioco.
Cleveland: Williams 23 (3/8, 5/5), James 19. Rimbalzi: Varejao 9. Assist: James 10.
New York: Harrington 26 (3/7, 5/12), Robinson 20, Hughes 15. Rimbalzi: Lee 14. Assist: Robinson 7.

SINTESI – Golden State Warriors – Phoenix Suns (130-154)

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Golden State-Phoenix 130-154
I Suns giocano la pallacanestro che prediligono e distruggono i Warriors. Phoenix mette a referto qualcosa come 154 punti (miglior prestazione offensiva stagionale nella Nba) e tirano con il 62% dal campo, numeri da All Star Game. Rimane ancora a riposo Marco Belinelli, reduce dal problema al piede destro. Don Nelson però prima del match ammette che l’azzurro sarebbe a disposizione e che la sua mancata utilizzazione sarebbe soltanto una scelta tecnica. “Non ci sono minuti per Marco in questo momento”. Parole stranissime, visto che fino a pochi giorni fa l’obiettivo del tecnico sembrava quello di regalare minuti ai giocatori più giovani, Marco Belinelli incluso, in questo finale di stagione. Impossibile però sorprendersi per i rapidi cambiamenti d’umore dell’allenatore più imprevedibile della Nba. Brilla l’ex di turno Jason Richardson il quale realizza 18 dei suoi 31 punti nel terzo quarto. I Suns chiudono i discorsi proprio nella terza frazione realizzando ben 46 punti e approfittando di tecnici susseguenti alle proteste di Don Nelson e Stephen Jackson. Head coach e leader dei Warriors, infatti, si vedono fischiare due tecnici a testa, andando così anzitempo negli spogliatoi. Phoenix, grazie al successo e alla contemporanea sconfitta dei Mavericks, torna a sperare in un biglietto per la posteason anche se la zona playoff rimane relativamente lontana (quattro successi separano i Suns dai Mavs). “Eravamo convinti di poter andare ai playoff – sostiene Shaq – sono successe diverse cose, adesso però dobbiamo riuscire a rimanere concentrati fino alla fine, tutto può ancora succedere”.
Golden State: Ellis 26 (12/17, 0/2), Maggette 21, Azubuike 18, Crawford 17. Rimbalzi: Randolph, Turiaf 6. Assist: Jackson 9.
Phoenix: Richardson 31 (7/10, 4/5), O’Neal 26, Barbosa 21, Barnes 20. Rimbalzi: Hill 8. Assist: Barnes 11.

SINTESI – Dallas Mavericks – Golden State Warriors (110-119)

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Reduci da tre successi consecutivi i Mavericks inciampano in California contro i Warriors. Marco Belinelli, ancora infastidito da un problema al piede destro non è del match. La società, intanto, lascia trapelare che Chris Mullin è in partenza. Il General Manager della franchigia, colui che ha fortemente voluto Marco Belinelli, lo ha scelto al primo giro e lo ha difeso pubblicamente nella sua stagione da rookie quando Don Nelson lo snobbava, ha il contratto in scadenza ma sembra che oramai non ci sia nessuna possibilità che venga rinnovato. Come puntualmente succede in questa stagione ogni volta che i Warriors recuperano un giocatore infortunato ne perdono subito un altro. Coach Nelson, infatti, può schierare Brandan Wright, out per 26 gare per un problema alla spalla sinistra, ma dopo soli otto minuti perde Andris Biedrins vittima di una distorsione alla caviglia sinistra.
I Warriors comunque dopo un inizio equilibrato prendono il controllo del match nel secondo quarto. Jason Kidd, originario proprio di Oakland, si fa applaudire per una serie di pregevoli giocate (102ª tripla doppia in carriera per il play di Dallas) ma Golden State scappa via piazzando un parziale di 12-2. Otto punti consecutivi li segna un eccellente Anthony Randolph. Nella ripresa la musica non cambia. Il miglior Monta Ellis della stagione e il solito Stephen Jackson fanno la differenza, Golden State così arriva anche al +15 poi i padroni di casa controllano senza grossi problemi la timida reazione di Dirk Nowitzki e compagni e portano a casa il match.
Golden State: Jackson 31 (8/16, 3/7), Ellis 29. Rimbalzi: Turiaf 12, Ellis 11. Assist: Jackson 10.
Dallas: Nowitzki 27 (10/18, 2/5), Kidd 21, Terry 20. Rimbalzi: Singleton 11, Kidd, Dampier 10. Assist: Kidd 11.

SINTESI – Minnesota Timberwolves – New York Knicks (94-102)

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I Knicks conquistano a Minneapolis il loro terzo successo consecutivo in trasferta (non succedeva da quattro anni) ma non giocano un grande match. Partite così comunque negli anni passati i Knicks le perdevano sistematicamente. Coach D’Antoni non utilizza molto Danilo Gallinari il quale rimane sul parquet per soli 11’ chiudendo con tre punti a referto. L’avversario non è dei più temibili (tre soli successi per i T-Wolves nelle ultime 21 gare), se non bastasse Kevin McHale deve fare i conti con un’infermeria affollata e può disporre soltanto di nove giocatori. Ai Knicks manca Chris Duhon, out per un problema alla schiena, così parte in quintetto Nate Robinson. New York ci mette poco a prendere il controllo del match e a metà del primo quarto piazza un parziale di 11-0. Danilo Gallinari entra a 5’29’’ dalla fine del primo quarto mentre l’attacco newyorchese attraversa il suo momento migliore. Il Gallo fallisce dalla lunga distanza poi sulla sirena in chiusura di quarto è costretto a forzare da distanza siderale e trova solo il ferro. Il secondo quarto si apre con un bel gioco disegnato per la conclusione dalla lunga distanza di Gallinari. Retina e +9 per i Knicks. Un paio di minuti e il Gallo torna in panchina.
Minnesota è in grande difficoltà ma gli ospiti iniziano a giocare con una pericolosa presunzione. Brian Cardinal si danna in difesa, Ryan Gomes realizza otto punti consecutivi e di colpo i Timberwolves tornano sotto. In attacco i Knicks non riescono più a trovare il canestro così Minnesota prende coraggio. Robinson fa troppa confusione nel primo tempo (3/9 dal campo, quattro turnover, tre falli e un tecnico per proteste) i Knicks commettono ben sette turnover nel secondo quarto così i padroni di casa tornano davanti e vanno al riposo con l’insperato vantaggio di due lunghezze (48-46). Decisamente più concentrati i Knicks nella ripresa. La squadra newyorchese ritorna subito davanti grazie alla produzione di un buon Wilson Chandler. Gioca meglio anche Robinson e New York prova a scappare. Gallinari torna sul parquet a 5’15’’ dalla fine del terzo quarto e si presenta subito con un tentativo dalla lunga distanza che non va a bersaglio. L’azzurro poi tenta di sorprendere Cardinal in post ma il giocatore di Minnesota di mestiere gli soffia il pallone a Danilo. Il Gallo dopo soli tre minuti torna in panchina e ci rimane fino al termine del match. Il terzo quarto si chiude con i Knicks avanti 74-69 e all’inizio dell’ultima frazione gli ospiti arrivano al +10. Minnesota però non si arrende. Smith e Telfair tengono in apprensione la difesa di New York ma i padroni di casa arrivano soltanto al -5 poi nel finale i liberi di Nate Robinson fanno partire i titoli di coda. Danilo Gallinari chiude con tre punti (0/1 da due e 1/4 da tre) e due rimbalzi in 11’ di gioco.
Minnesota: Gomes 28 (10/18, 1/4), Telfair 22. Rimbalzi: Miller 11. Assist: Miller 7.

New York: Robinson 25 (4/12, 1/3), Chandler 24. Rimbalzi: Lee 13, Chandler 12. Assist: Robinson 7.

SINTESI – Detroit Pistons – Toronto Raptors (99-95)

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Andrea Bargnani (4 punti) gioca solo nove minuti, poi si arrende all’influenza. I Raptors costringono Detroit al tempo supplementare per poi cedere di quattro punti: finisce 95-90 tra Toronto e Pistons. Dura soltanto nove minuti la gara di Andrea Bargnani che, debilitato dall’influenza, prova a giocare ma non ce la fa a restare in campo e scompare nel tunnel dell’Air Canada Centre dopo il primo quarto con 4 punti all’attivo. I Pistons invece, oltre ad Allen Iverson, devono fare a meno anche di Rasheed Wallace. I Raptors non sembrano sentire troppo la mancanza del Mago nel secondo quarto che dominano 24-16, andando al riposo con 5 punti di vantaggio.
L’attacco di Toronto è però sterile nel terzo quarto e produce solo 12 punti con 5/20 al tiro, così Detroit con un Jason Maxiell in grande spolvero (7/7 per 14 punti nei suoi primi 23’) si porta avanti 68-57. Nell’ultimo quarto, c’è la reazione giusta da parte della squadra canadese. Ukic e Bosh tengono in gara i Raptors segnando a ripetizione, ma Toronto è sempre sotto di nove con quattro minuti da giocare. Poi si mette in evidenza Calderon con 5 punti consecutivi per il 78-82 a 3’16” dal termine. Dopo un gioco da tre punti di Hamilton, i Pistons si bloccano in attacco permettendo il ritorno di Toronto che con una schiacciata più due liberi di Bosh e un canestro di Marion arriva a -1 a un minuto dalla fine. Ancora Marion va a canestro dopo una tripla di Afflalo, quindi Jose Calderon pareggia il match a 9” dalla sirena in entrata.
Si va all’overtime, dove Detroit sorprende Toronto con 9 punti di fila firmati Hamilton e Prince. I Raptors rispondono con 7 punti, mentre Detroit si raffredda e la partita è ancora aperta negli ultimi secondi anche se Marion e Bosh commettono un errore ciascuno dalla lunetta. Sul 95-97 con 15” sul cronometro, un rimbalzo offensivo di Mensah Bonsu dopo il libero di Bosh viene sprecato dai Raptors con il londinese che si fa stoppare da Maxiell. Malgrado il grande sforzo di Toronto, che finalmente tiene un’avversaria sotto i cento punti per la prima volta nelle ultime dieci partite, la vittoria è conquistata dai Pistons, trascinati da 16 assist (record in carriera) di Rip Hamilton. Tra i Raptors, Chris Bosh chiude con il record personale di tiri effettuati (31) e Jose Calderon sorpassa l’ex Raptor Alvin Williams, diventando il leader della franchigia canadese con 1.795 assist. Dopo aver giocato con l’influenza la gara a Philadelphia realizzando 21 punti, Bargnani stavolta ha dovuto arrendersi: “È uscito e ha detto che non ce la faceva più – ha spiegato Triano -. È un peccato. Avremmo avuto bisogno dei suoi canestri”.
Toronto: Bargnani 4 punti (2/3 da due, 0/2 da tre), 3 rimbalzi in 9’. Bosh 27 (11/31), Calderon 20 (7/13), Marion 18. Rimbalzi: Bosh 10. Assist: Calderon 11.
Detroit: Hamilton 24 (8/26), Maxiell e McDyess 16, Prince 11. Rimbalzi: McDyess 13. Assist: Hamilton 16.

SINTESI – Detroit Pistons – New York Knicks (111-116 dts)

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(clicca 2 volte sul riquadro nero per far partire il filmato)

Detroit-New York 111-116 d.t.s.
Ottima prestazione di Knicks che conquistano in trasferta contro una squadra caldissima una vittoria davvero importante. Nate Robinson e Larry Hughes fanno la differenza, Danilo Gallinari dà il suo contributo e la truppa di Mike D’Antoni centra il suo secondo successo consecutivo. Non c’è l’infortunato Rasheed Wallace (oltre naturalmente ad Allen Iverson), Curry così promuove titolare Jason Maxill ma nel primo tempo regala molti minuti anche all’argentino Walter Herrmann. Mike D’Antoni, gratificato dal secondo tempo di Milwaukee chiede attenzione difenkisiva alla sua truppa già dalla palla a due. I Knicks del primo quarto non dispiacciono, Larry Hughes e David Lee producono in attacco, dall’altra parte però Rip Hamilton è caldissimo.
I Knicks giocano con personalità nelle battute finali, mostrando anche intelligenza tattica. McDyess sotto canestro di fa sentire e quando Stuckey con due liberi porta i padroni di casa al +3 a 12’’dal termine il destino dei Knicks sembra segnato. Invece Rip Hamilton con un fallo netto quanto evitabile sulla conclusione dalla lunga distanza di Larry Hughes a 10’’ dalla fine regala alla guardia dei Knicks tre liberi che il giocatore trasforma. Si va al supplementare e i canestri di Hughes e di un ritrovato Richardson permettono così alla truppa di Mike D’Antoni di conquistare al Palace di Auburn Hills un successo che fa classifica e morale. Danilo Gallinari chiude con otto punti (2/3 da tre e 2/2 ai liberi) e un recupero in 16’ di gioco.
Detroit: Hamilton 27 (13/18, 0/2), Prince 25, Stuckey 23, McDyess 21. Rimbalzi: McDyess 22, Prince 10. Assist: Stuckey 8.
New York: Robinson 30 (7/14, 2/8), Hughes 22, Chandler 17, Lee 16. Rimbalzi: Lee 18. Assist: Robinson 6.

SINTESI – Golden State Warriors – New Jersey Nets (116-112)

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Golden State-New Jersey 116-112
Niente da fare per Marco Belinelli. Dopo i 31’ di sabato contro Milwaukee l’azzurro e’ costretto al forfait con i Nets. Un problema al piede destro (“Nulla di grave – assicura Beli – ho un fastidio al piede da un paio di settimane e il coach mi ha dato così una serata di riposo. Venerdì contro Dallas però sarò disponibile”) toglie il bolognese dal lineup di Don Nelson, il quale però recupera Monta Ellis e Andris Biedrins. Prima del match il coach dei Warriors si conferma un tecnico davvero sui generis ammettendo di aver dato un aut-aut davvero particolare a Jamal Crawford. “Jamal ha una clausola contrattuale che gli permette di diventare un free agent a fine stagione – dice Nelson – gli ho detto di esercitarla, altrimenti verrà ceduto. Nel prossimo campionato, infatti, non ci sarà molto spazio per lui e io voglio essere onesto con i miei giocatori”. Don Nelson non finisce mai di sorprendere, forse però David Stern avrà qualcosa da obbiettare perché “suggerimenti” di questo genere nella Nba in teoria non sarebbero consentiti. Crawford comunque non fa una piega e anzi mette la propria firma sul successo dei Warriors che interrompe così la striscia di tre sconfitte consecutive per la squadra californiana. L’ex Knicks dopo un primo tempo così così cambia marcia nella ripresa e diventa immarcabile nell’ultimo quarto realizzando, proprio nella frazione finale, 15 dei suoi 19 punti. Trascinati da Crawford e dal solito Stephen Jackson i Warriors portano a casa il successo.
Golden State: Jackson 29 (8/14, 2/7), Ellis, Crawford 19, Maggette 18. Rimbalzi: Biedrins 13. Assist: Jackson 7.
New Jersey: Harris 31 (9/14, 0/6). Rimbalzi: Harris 7. Assist: Harris 12.

SINTESI – Philadelphia 76ers -Toronto Raptors (115-106)

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Philadelphia 76ers-Toronto Raptors 115-106
Philadelphia mette in mostra un attacco bilanciato e guidata da 13 punti di Thaddeus Young domina il primo tempo che chiude a +17. Bosh segna solo 5 punti nei primi due quarti, mentre il migliore di Toronto è Andrea Bargnani che pur non essendo al 100% (l’influenza mette in dubbio fino all’ultimo la sua presenza in campo) fa il proprio dovere con 14 punti e 3/3 da tre nel primo tempo. Il problema principale dei Raptors è la difesa che concede alla fine il 56% al tiro agli avversari. Il massimo vantaggio dei Sixers è di 21 punti nel secondo tempo, Toronto si riavvicina un paio di volte a -9 nell’ultimo quarto, ma la rincorsa finisce lì e arriva la sesta sconfitta consecutiva. Samuel Dalembert crea scompiglio sotto i tabelloni con 19 punti, 13 rimbalzi e 4 stoppate.
Philadelphia: Young 29 (13/20), Dalembert 19, Iguodala 15, Speights e Williams 13. Rimbalzi: Dalembert 13. Assist: Miller e Iguodala 7.
Toronto: Bargnani 21 punti (4/7 da due, 4/6 da tre, 1/2 tl), 5 rimbalzi, 4 assist, 3 palle perse e 5 falli in 36’. Marion 18, Bosh 17, Parker e Calderon 12, Ukic 11. Rimbalzi: Mensah-Bonsu 8. Assist: Calderon 6.

SINTESI – Nba, sconfitte per Golden State di Bellinelli e per i Knicks del “Gallo”

(AGM-DS) - 08/03/2009 8.44.20(AGM-DS) – Milano, 8 marzo – Una notte difficile per gli italiani in NBA: Belinelli e Gallinari vengono entrambi sconfitti. L’ex bolognese parte in quintetto e disputa una partita discreta con 10 punti (4/7 al tiro), 7 rimbalzi, 3 assist, 1 recupero e 2 perse, ma non basta per evitare l’ennesima sconfitta alla sua Golden State. I Warriors, infatti, vengono battuti sul campo dei Milwaukee Bucks, che hanno un Richard Jefferson in grande spolvero, 35 punti (10/17 dal campo e 13/16 ai liberi), e altri sei uomini in doppia cifra.
Ancor piu’ sorprendente la sconfitta dei New York Knicks, battuti in casa dai Charlotte Bobcats (al sesto successo consecutivo). Il ‘Gallo’ resta in campo 16 minuti e realizza 6 punti, con due triple, 1 assist e 2 palle recuperate, ma la formazione della Grande Mela (Harrington 24, Robinson 20) paga le brutte percentuali al tiro 44% da 2 e 34% da 3. Dall’altra parte tutto il quintetto e’ in doppia cifra, con Gerald Wallace (23) e Boris Diaw (22) i migliori in campo.

C’e’ solo Cleveland in campo tra le grandi ed i Cavaliers si riscattano dal ko di Boston con il successo su Miami. Tutti attendono la sfida tra LeBron e Wade, ma la gara la risolve uno strepitoso Maurice Williams con 29 punti e 6/7 nelle triple. Il ‘Prescelto’ e’ impreciso al tiro (14 con 5/15 dal campo), ma aiuta i compagni con 12 assist e 10 rimbalzi, mentre il n° 3 degli Heat ne mette 25 con 12 assist ma non basta. Tutto facile per Dallas su Washington (Nowitzki 34, Terry 33), cade ancora Detroit con Atlanta.

(F. Cavagnera, DTS)

GUARDA LA SINTESI DI GOLDEN STATE – MILWAUKEE (120-127)
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