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Nicola Berti: «Inter, se parti forte batti il Manchester!»

Tutto è pronto per Manchester-Inter. Ilsussidiario.net ha chiesto a Nicola Berti, anima del centrocampo dell’Inter di Trapattoni, che è in Inghilterra per seguire i nerazzurri, cosa bisogna fare per conquistare l’Old Trafford…

Come vedi la partita?

La vedo bene, l’importante è partire forte, non farsi schiacciare, non farsi chiudere, perché se dai al Manchester la possibilità di impostare la partita come vuole poi diventa difficilissimo. L’importante, in partite come queste, è lo spirito con cui si entra in campo.

In una cornice come quella dell’Old Trafford le emozioni saranno tantissime. Come si sente un giocatore prima di affrontare una sfida del genere?

E’ uno stadio fantasitco, forse il più suggestivo in assoluto. Queste sono le partite che un calciatore vorrebbe sempre giocare, queste son le sfide della vita, sono le sfide che uno sogna fin da bambino, quando inizia a tirare calci a un pallone… Di sicuro stasera non ci saranno problemi di motivazioni…

Una sfida che hai giocato paragonabile per clima e attesa?

Esagero, ma dico la finale di Coppa del Mondo del 1994, con la maglia della nazionale per esempio, ma anche le finali di Coppa Uefa con l’Inter, allora anche la Uefa era una competizione importante e difficile

La tua Inter giocò contro l’Aston Villa (Coppa Uefa 1990-1991) una sfida tiratissima…

Fu una rimonta straordinaria, avevamo perso 2 a 0 a Birmingham e al ritorno ribaltammo il risultato vincendo per 3 a 0. Io segnai il secondo gol, San Siro era una bolgia…

Come imposterà la partita Mourinho? Sembra intenzionato a schierare un’unica punta…

Tatticamente la imposterei anch’io con una sola punta: Ibrahimovic, ovviamente, e cinque centrocampisti che lo seguono, pronti a spegnere sul nascere l’iniziativa dei Red Devils e a inserirsi. In questo modo ci si può coprire bene per poi attaccare con ripartenze fulminee.

Faresti giocare Balotelli, magari facendolo partire da centrocampo?

Potrebbe essere una soluzione, Balotelli si potrebbe anche rischiare nel primo tempo: è uno che entra in campo a testa alta nonostante l’età ed è uno che se c’è bisogno di sacrificarsi può farlo. L’importante, come dicevo, è non farsi schiacciare, altrimenti loro prendono coraggio e diventano pericolosi, se invece gli dai qualche scossone all’inizio si possono spaventare anche loro, non sono degli extraterrestri.

Un pronostico secco…

2 a 2, passiamo noi!

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