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CALCIOMERCATO – Inter, Raiola: «Ibrahimovic resta, mai chiesti soldi»

Ibrahimovic resta all’Inter. Mino Raiola, agente del giocatore, getta acqua sul fuoco cercando di spegnere le voci sul futuro del campione svedese che divampano da domenica. «Non ci sono problemi – ha spiegato Raiola -  il giocatore ha un ottimo rapporto con Mourinho e con la società, è deluso per la Champions ma non ha detto che va via. Non abbiamo mai chiesto nè rinforzi nè soldi, mai, ve lo posso garantire».

Moratti da parte sua ha detto che di fronte ad un’offerta strepitosa potrebbe anche pensare ad un’eventuale cessione. «Tutto ha un prezzo, è evidente, ma non è un problema» ha spiegato Raiola che poi ha commentato anche le presunte richieste economiche che lui avanzerebbe all’Inter ogni estate per il suo assistito: «Questa è una cosa che mi irrita. Mai chiesto soldi, ve lo posso garantire e chi dice il contrario è un bugiardo».

José Mourinho: in Italia tanti allenatori senza dignità

GUARDA IL VIDEO CON LE DICHIARAZIONI POLEMICHE DI JOSE’ MOURINHO (al min. 8:30)

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“Mourinho stavolta l’ha fatta fuori dal vaso”. Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana allenatori, non usa mezze misure per stroncare le ultime esternazioni di Josè Mourinho. Il tecnico dell’Inter aveva fatto riferimento a colleghi “senza dignità” che si farebbero imporre la formazione da altri. E ieri ha rincarato la dose: “Quando parlavo di allenatori che perdono la propria dignità intendevo che mentre io scelgo la mia squadra da mandare in campo, ci sono molti tecnici che non lo fanno, il mondo del calcio ne è pieno. Se qualcuno mi dicesse come fare la formazione, il giorno dopo il mio ufficio sarebbe vuoto e le valigie pronte”.
ULIVIERI – “Mourinho è un nostro associato, sono contento che lo sia. Ma stavolta, se devo scegliere le parole, dico che l’ha fatta fuori dal vaso”, dice Ulivieri prima dell’assemblea elettiva della Figc in programma all’Hotel Hilton di Fiumicino. “Chiedete a Capello, Lippi, Spalletti, Prandelli, Allegri…Chiedete se si fanno fare la formazione”, dice ancora Ulivieri. “Mourinho non sembra apprezzare l’Italia? Probabilmente non gli piace che il Cagliari lo metta sotto a San Siro – aggiunge il presidente dell’associazione allenatori -. Stress? Quando me ne parlano, penso soprattutto agli operai che dalle mie parti vanno a lavorare in conceria”.
ALLEGRI RINCARA LA DOSE - Allegri a “Radio Anch’io” conferma le parole di Ulivieri: “Io col presidente Cellino ho avuto diversi confronti durante l’anno – dice Allegri-, ma non si intromette nella formazione. Capisce di calcio, e lo scambio di vedute penso sia giusto. Le dichiarazioni di Mourinho sono state patetiche. Interessarsi degli altri allenatori è stato poco carino, una mancanza di rispetto”.
ANCELOTTI IRONIZZA - L’allenatore del Milan a Sky ieri sera ha ironizzato sulle dichiarazioni di Mourinho: “Se il riferimento sono io posso dire che con Berlusconi ho vinto due coppe da giocatore e due da viceallenatore”.
DONADONI - “Mourinho? Stupisce come abbia queste conoscenze nel dettaglio delle situazioni altrui. È stato poco elegante e poco educato”. Roberto Donadoni, tecnico del Napoli, commenta così le dichiarazioni di Mourinho. “Probabilmente ha voluto buttare lì una frase ad effetto -, prosegue Donadoni a Sky Sport 24 – e questo non va a suo pro, ma a suo discapito. Non vedo la motivazione e la necessità: tutti devono cercare di ottenere il massimo dal proprio lavoro, valutazioni così lasciano il tempo che trovano”.
MORATTI - “Al di là della polemica divertente con Ancelotti, gli altri stanno rispondendo a Mourinho in maniera seriosa a un’affermazione che era invece a difesa della dignità degli allenatori. Una moda arrabbiarsi con lui, ma io non li accontento: resta all’Inter”.
BERETTA - “Le frasi di Mourinho? Una cosa è certa: Semeraro a Lecce non mi ha mai fatto la formazione. E aggiungo che mai nessun presidente o dirigente nella mia carriera, dall’Interregionale alla serie A, mi ha mai consigliato un solo giocatore da schierare la domenica in campo”. Anche a Mario Beretta, ex allenatore del Lecce, intervenuto oggi ai microfoni di Radio Kiss Kiss, non è piaciuta l’ennesima esternazione di Josè Mourinho. “Con Mourinho non c’è proprio nulla da chiarire, dopo che mi chiamò Barnetta abbiamo avuto modo di chiacchierare e ridere insieme un paio di volte. Lo ritengo un buon allenatore, tra le altre cose confesso che mi è molto simpatico. Parla molto, è vero, ma questo perchè allena una big e credo che tutti gli allenatori delle grandi squadre siano maggiormente esposti rispetto agli altri colleghi. E quando si parla molto, ci può stare che a volte si vada oltre con le parole. Però, sinceramente, lui dice delle cose che molti di noi vorrebbero dire e che non sono state mai dette”.
ABETE - “Mourinho è un personaggio importante per il nostro calcio. Tutti apprezziamo che tante volte sia fuori degli schemi, è un elemento di stimolo e di novità” ha detto a Sky l’appena rieletto presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete. “Questo però – ha aggiunto Abete – non toglie che volta per volta si possa valutare quello che dice… Noi speriamo comunque che resti in Italia per molti anni”.

CONFERENZA STAMPA – José Mourinho: fuori Adriano, dentro Mancini (Prima di Inter – Reggina Serie A, 29 Giornata)

GUARDA IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DI JOSE’ MOURINHO PRIMA DI INTER REGGINA (TRE PARTI)

“Indifferente” alle dichiarazioni di Roberto Mancini. José Mourinho non si fa distrarre e pensa soltanto al prossimo impegno di campionato contro la Reggina. Ieri l’ex tecnico dell’Inter aveva spegato che il club nerazzurro attualmente non ha bisogno di un allenatore, aggiungendo però di avere ancora tre anni di contratto. Parole che non disturbano l’allenatore portoghese:”Lui ha tre anni di contratto, io ne ho due”. Una risposta secca e nessuna polemica.
NIENTE ADRIANO – E’ un Mourinho sereno quello che si presenta alla Pinetina alla vigilia del match con l’ultima in classifica. “Quando incontrerò Moratti? Magari l’ho già incontrato. E comunque non c’è nememno bisogno che io confermi la mia volontà di restare qui. Una lista rinforzi? Non c’è nessuna lista, c’è una filosofia”, spiega ancora Mourinho che poi fa sapere che Adriano domani non ci sarà per un problema alla caviglia, che in difesa Rivas giocherà con Cambiasso e che Stankovic dovrebbe giocare. Capitolo scudetto, la Juve ci crede ancora, Mourinho è sicuro di sé  e della sua squadra. “Dobbiamo fare 23 punti e pensare solo a noi stessi, la Juve deve pensare anche a noi”.
LA MULTA – Mourinho parla anche dell’ammenda che gli è stata inflitta ieri dalla Disciplinare per le dichiarazioni dopo Inter-Roma. “Se i soldi delle multe fossero andati in beneficenza, avrebbero potuto anche infliggermi un’ammenda doppia, anche di 70mila euro, ma i soldi non vanno lì e questo non mi piace tanto. Questi soldi si potrebbero dare per aiutare i bambini”.
MAXWELL E I PRIMAVERA – Mourinho risponde indirettamente anche al procuratore di Maxwell. “Dico solo una cosa molto semplice, l’unico problema di Maxwell in questo momento è Santon che ha giocato benissimo tutte le partite e che merita di giocare. Questo ‘bambino’ può fare 15 anni di Inter al più alto livello. Partita dopo partita ha un rendimento in campo incredibile, gioca con il Milan, la Roma, contro Ronaldo… Sembra che abbia 30 anni, con dieci anni di esperienza al top”. E Balotelli? E Bolzoni? “Balotelli lo ha fatto esordire Mancini, io sono responsabile del suo secondo periodo. È stato fuori per tanto tempo, ora gioca di più. Bolzoni lavora bene, non ha avuto grandi possibilità di giocare. È stato convocato tante volte. Ma la possibilità arriverà. Ci sono altri in Primavera che hanno le qualità nella prossima stagione per fare lo stesso percorso di Santon, integrarsi nella prima squadra. Lavorando tutta la settimana con la prima squadra, sicuramente la maturazione è più veloce. Ci sono due o tre che hanno queste qualità”.

CALCIOMERCATO – Ecco la lista di Mourinho: 8 giocatori per 106 milioni di euro

106 milioni di euro, sarebbe questa la somma richiesta da Mourinho per il prossimo mercato estivo. Una cifra che svuoterebbe un po’ le tasche di Moratti ma che riempirebbe la Pinetina di ben 8 nuovi innesti. Mourinho guarda in particolare alla Premier League, campionato amato alla follia dallo Special One. Si parte dai Campioni d’Europa dello United in cui si trova Nemanjia Vidic, difensore centrale che piace tanto anche ai rossoneri. Al fianco del Red Devil potrebbe arrivare Carvalho del Chelsea, pupillo di Mourinho, inseribile nell’affare Quaresma. Rimanendo a Londra, piace anche Obi Mikel, il 23enne Diaby dell’Arsenal e il centrocampista Jenas, di scuola Newcastle ora al Tottenham. Infine, l’obiettivo da 90, l’ivoriano Didier Drogba, che quasi sicuramente a fine stagione farà le valigie.

Altri due, infine, i giocatori desiderati dallo Special One: Hassan Yebda del Benfica, che ieri ha ammesso l’interesse nei suoi confronti dei nerazzurri, ed il centrocampista del Real Madrid Mahamadou Diarra, pallino di Moratti da diverse stagioni.

CALCIOMERCATO – Inter, Diego, Hamsik, Motta e Palombo, idee per il centrocampo di Mourinho

Mourinho lo ha detto nel post-partita con lo United: «Ora so cosa serve per vincere la Champions». Il tecnico portoghese ha già in mente quali uomini permetteranno ai nerazzurri di fare il definitivo salto di qualità in Coppa Campioni. Il carattere e l’aspetto psicologico sembrano problemi superati ma ora serve qualità in mezzo al campo. Due sarebbero gli uomini indicati dallo Special One: Diego e Thiago Motta. Il fantasista del Werder Brema resta l’obiettivo numero uno. Con la Juventus che sembra diretta verso altri lidi, leggi Cassano, il brasiliano del Werder potrebbe approdare con grande probabilità a Milano. Diego ha già fatto sapere di apprezzare il campionato italiano e il suo addio a fine stagione alla Bundesliga è cosa ormai scontata.

Il secondo uomo è Thiago Motta. Mourinho sarebbe rimasto impressionato dal verdeoro durante le due sfide di campionato contro il Grifone e vorrebbe portarlo alla Pinetina il prima possibile. Difficile che Preziosi se ne possa privare dopo un anno e soprattutto dopo averlo tirato a lucido in seguito all’infortunio. Nulla comunque è da escludere. Restano caldissime anche altre piste come quelle che portano ai vari Hamsik, D’Agostino, Palombo e Milito.

Nando Sanvito: Inter, Mourinho respinto dal Real detta le condizioni a Moratti

Abbiamo chiesto a Nando Sanvito, giornalista sportivo di Mediaset, se l’ennesima delusione europea dei nerazzurri comporta il fallimento del “progetto Mourinho”. Il tecnico, da parte sua, ha avuto contatti, attraverso il suo procuratore o semplicemente attraverso la stampa, con alcune big europee: il tecnico portoghese applica le sue “strategie” anche sul fronte interno…

Mourinho preso per fare il salto in Europa, Inter fuori agli ottavi: fallimento del progetto?

Mourinho è stato preso per un progetto triennale. Se entro il 2011 non vincerà la Champions si potrà parlare di fallimento. Non dimentichiamo inoltre che esce di scena contro i campioni d’Europa e del Mondo dopo una prestazione più che dignitosa, semmai si può recriminare su come la squadra ha interpretato il girone, da prima non sarebbe finita nelle fauci di Alex Ferguson

Il procuratore di Ibrahimovic ha detto che Mourinho fa più danni della grandine…

Raiola fa il suo mestiere: assiste Mawxell, ha chiesto alla società di triplicare l’ingaggio del brasiliano, se poi l’allenatore non fa giocare il suo assistito e gli preferisce Santon, è chiaro che si vede rovinare il business

Però Raiola ha anche aggiunto che Mourinho vuole andare al Real Madrid…

Posso solo confermare che il procuratore di Mourinho, Mendes, ha ripetutamente telefonato (anche la scorsa settimana) a Florentino Perez e non solo per parlare di Cristiano Ronaldo, ma anche per offrire i servizi di José Mourinho alla candidatura di Perez, che a maggio verrà eletto presidente del Real Madrid. Mi risulta però che Perez abbia lasciato cadere il discorso. Per ora ha in testa Ancelotti…

Insomma Mourinho vuol tenere un piede in due scarpe…

Più di due, visto che tra dicembre e gennaio il suo procuratore parlava anche con il Manchester City e di recente con il Liverpool, mentre nelle scorse settimane lo stesso tecnico ha flirtato a mezzo stampa con Chelsea e United. Non mi scandalizza. Di certo è inelegante, ma fa parte del gioco. Stare sempre sul mercato è un modo non solo per sponsorizzarsi, ma anche per mettere pressione sul tuo club e regolare a tuo favore eventuali conti interni

Quelli con l’Inter quali sono?

Già prima dell’eliminazione col Manchester United Mourinho ha preteso dal direttore dell’area tecnica Branca una lista di giocatori appetibili sul mercato e che abbiano queste caratteristiche: età inferiore ai 25 anni (la “intensità” di gioco invocata ieri dal tecnico nel dopo gara è da intendersi “ritmi alti” con gambe giovani), altezza vicino o superiore a 1,90 (ieri l’inserimento di Vieira aveva come scopo il controllo del gioco aereo, anche se purtroppo non ha funzionato), qualità tecniche e intelligenza tattica, come minimo un rinforzo per reparto di primo livello. Vuole attrezzare una squadra giovane e forte fisicamente. La lista non è ancora arrivata. Che per Mourinho rappresenti lo strumento di una pianificazione in grande stile o semplicemente il pretesto per rompere lo vedremo tra un mese. Intanto ha chiesto un colloquio con Moratti. Sullo sfondo una campagna acquisti estiva (Mancini, Quaresma, Muntari) bocciata

CONFERENZA STAMPA: José Mourinho: l’Inter fuori, ma io ho vinto

Tutta Italia sarà felice perché l’Inter è stata eliminata. Ma a me non interessa: io ho vinto“. E’ un polemico José Mourinho quello che si presenta ai microfoni delle televisioni a margine della gara persa contro il Manchester che vale l’addio dei nerazzurri dalla Champions. “A me non interessa - ha continuato il portoghese -, perché io ho vinto. Se prima la squadra aveva paura, ora non l’ha più. Adesso vinceremo sicuramente lo scudetto”.


Non abbiamo avuto la fortuna per vincere questa partita – ha poi affermato un Mourinho soddisfatto per la prova della sua Inter – ma la squadra è stata fantastica. Si sentiva la paura nello stadio sull’1-0 quando collezionavamo le tante palle gol e invece all’inizio del secondo tempo hanno fatto segnato loro a freddo“. L’Inter però aveva reagito ancora, ma non è andata in rete, per il dispiacere del portoghese: “Quel tiro di Adriano finito sul palo di solito entra, ho visto comunque grande personalità. Non sono arrabbiato ma triste, per me, per chi non ha vinto questa competizione e aveva intenzione di farlo e per i tifosi che sono stati straordinari“.

Con il Porto – ha proseguito il tecnico di Setubalho vinto qui creando molte meno occasioni da rete. Sicuramente tutti noi abbiamo sbagliato qualcosa, ma loro sono una grandissima squadra e sono stati fortunati“. A far eco alle parole di Mourinho è il capitano Javier Zanetti: “Usciamo a testa alta - ha dichiarato l’argentino – e io sono orgoglioso dei miei compagni. Adesso pensiamo al campionato: mancano undici partite e il mister sa che si può fidare di noi“.

«Abbiamo dimostrato che in Champions l’Inter non ha più blocchi psicologici, ma per vincerla ci vuole qualcosa di diverso, ad esempio una maggiore intensità di gioco. Quella che basta a primeggiare in Italia, in Europa non è sufficiente». Ai microfoni di Sky Josè Mourinho si apre e spiega cos’è mancato alla sua Inter per superare il Manchester United. «Per fare bene in Champions – insiste l’allenatore dell’Inter – c’è una stabilità di gioco da trovare e serve l’intensità di gioco. Le inglesi ce l’hanno ed ecco perchè sono di nuovo tutte nei quarti di Champions. Il problema è l’intensità di gioco, e la velocità individuale, come quella di un Cristiano Ronaldo. Ora parlerò con il presidente, e con lui aprirò il mio cuore per preparare meglio il futuro della squadra in Champions, che si vince con il lavoro di tutti i giorni».

Mourinho assolve i suoi: «non posso rimproverare niente – dice -. Per vincere qui avevamo bisogno di giocare al massimo delle nostre potenzialità e di avere fortuna nei momenti cruciali, e non l’abbiamo avuta. Non mi piace parlare di fortuna, ma stavolta è la realtà: se avessimo segnato l’1-1 nel primo tempo la storia sarebbe stata diversa perchè la paura allo United arrivava. E credo anche che se Adriano avesse segnato il 2-1 si sarebbe visto un finale di partita differente. Per questo sono orgoglioso, anche se triste per la qualificazione persa. Comunque esco da qui con la sicurezza che lo scudetto sarà nostro».

Poi Mourinho aggiunge particolari su cosa serve all’Inter per primeggiare anche in Europa: «l’anno prossimo l’Inter avrà bisogno di qualche giocatore nuovo, ed altri come Balotelli saranno migliorati. La Champions si vince con la continuità del lavoro. Lo United di oggi è esattamente lo stesso che tre anni fa ha perso il campionato contro il mio Chelsea, a parte Berbatov. La prima volta che Ronaldo ha giocato contro di me aveva 18 anni, come ora Santon e Balotelli: il futuro è loro».

ESCLUSIVA/ Luciano Moggi: «Mourinho ha paura di perdere il campionato. Juventus penalizzata in tutto»

Luciano Moggi, in esclusiva per ilsussidiario.net, dice la sua sulle polemiche che hanno seguito la conferenza stampa di Mourinho e sui rapporti tra arbitri e grandi squadre, lanciando la prossima giornata di campionato che vedrà il Torino sfidare la Juventus nel derby della Mole e il Genoa ospitare la capolista Inter.

Questa settimana è stata segnata dalle polemiche sulla conferenza stampa di Mourinho. Come ha letto lo sfogo del tecnico portoghese?

Come uno che ha paura di perdere il campionato. Alla fine la squadra vincerà perché è superiore alle altre. Questo testimonia come è fatto il calcio: esistono delle guerre tra le società che non hanno nulla a che vedere con gli arbitri. Nessun arbitro viene comprato. Alle squadre forti arrivano i favori senza essere richiesti. Sono spontanei. Il più forte resta sempre il più forte.

L’atteggiamento di oggi è diverso da quelle di ieri?

Prima all’Inter si utilizzava Telecom, adesso le polemiche escono spontaneamente. Poi guarda caso la Juve va a Roma contro la Lazio e nell’incertezza gli annullano un gol.

La reazione della dirigenza bianconera è stata un po’ soft? I dirigenti della Juve stanno zitti perché sono simpatici ed educati. Stanno zitti e diventano simpatici, così nel frattempo l’Inter vince e diventa una squadra antipatica a tutti. Nel frattempo si torna in campo.

Come vede il derby della Mole?

I derby sfuggono a ogni pronostico. La Juve è sulle gambe: nelle ultime due settimane ha giocato ogni tre giorni. Ha giocato mercoledì a Londra, il sabato con il Napoli, il martedì con la Lazio e sabato riceve il Torino. Le altre hanno giocato di mercoledì e di domenica. Questa scelta non mi sembra molto regolare. La Coppa Italia, inoltre, poteva essere rimandata. Non c’era nessuna urgenza visto che la gara di ritorno verrà fatta tra quasi due mesi. La Juve posso dire che è stata penalizzata in tutto, pure nel calendario. Di più non si può. Mi sento in dovere di difendere la Juve perché sono affezionato ai suoi colori.

Cairo ha investito molto, ma non ha ancora raccolto i risultati

Evidentemente non ha investito bene. Cairo è appassionato, sta facendo il possibile. Ha perso il vizio di fare tutto da solo: ha preso un direttore sportivo come Foschi e un allenatore che sa di calcio come Novellino. Stanno cercando di risollevarsi e mi sembra che ci stiano riuscendo. Sabato la partita sarà complicata.

La Juve gioca dopo il match di Marassi. Il Genoa può fermare la capolista?

L’Inter al di là del 3 a 0 con la Samp è la più forte di tutti. Non penso che trovi dei problemi a superare il Genoa.

E l’arbitro? Quale sarà il suo stato d’animo?

L’arbitro sarà molto condizionato. Tutti vanno in campo con problemi psicologici. L’Inter sta provando oggi qualcosa di cui un tempo accusava la Juve. Bisogna essere forti anche in questo. E quando dicevo che mi difendevo…

Luciano Zanardini